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Rassegna stampa
BENEFICENZA E COVID -19. MOLTE LE AZIONI DI SOLIDARIETÀ. CAMBIEREMO O TORNEREMO CINICI E INDIFFERENTI COME PRIMA?



Il commento, questa volta, lo mettiamo in apertura di un pezzo che era da scrivere, ma pone, comunque alcuni interrogativi. C’è, dunque, da sperare che la solidarietà di questi giorni, oppressi dalle ombre della terribile pandemia, espressa non solo del mondo agroalimentare italiano e piemontese in particolare, non diventi come neve al sole, ma duri nel tempo e lasci un’eredità preziosa: una sensibilità etica che non ci lasci spazio solo per il business, ma che comprenda anche l’ascolto, l’apertura e la comprensione. Sarebbe una bella smentita a chi, un po’ dappertutto, sentenzia che: “tanto, dopo, torneremo a essere indifferenti, cinici e duri come prima”. La riflessione, con la quale non a caso apriamo questo post, è dettata dalle tante azioni solidali che sono state lanciate, e ancora vengono proposte, in questi giorni. Piacerebbe restassero un’abitudine, almeno una tradizionem, se non un dovere, un sentimento, un umano esprimersi.

Le azioni

Mettiamo qui in fila solo alcune delle iniziative di solidarietà, quelle di cui abbiamo avuto notizia, chiedendo preventivamente scusa a coloro che non citiamo, ma le cui azioni, naturalmente, sono ugualmente meritevoli.

Consorzi del vino & Co.

Molti i consorzi vitivinicoli e le associazioni di produttori che hanno donato somme a favore degli ospedali e delle associazioni che si occupano di assistenza alla popolazione. Tra queste l’associazione del Nizza docg che ha lanciato una speciale sottoscrizione denominata #ilnizzaperlasolidarietà, leggete qui. I consorzi di Barbera, Brachetto, Asti e Moscato d’Asti, insieme, hanno donato trentamila euro per strutture di soccorso ai malati Covid, come ha fatto anche il Consorzio Barolo e Barbaresco. Per quanto riguarda i singoli marchi, le Cantine Volpi di Tortona hanno donato fondi e dispositivi di protezione personale alle strutture per malati e anziani del Tortonese oltre che dotarne il proprio personale insieme a una speciale polizza assicurativa anti Covid. Analoghe iniziative per alcune aziende spumantiere della zona di Santo Stefano Belbo (Cuneo) e sempre in campo vinicolo da segnalare la distilleria Ramazzotti che dalla sua sede di Canelli si è messa a produrre disinfettanti per le mani a base alcolica che ha distribuito gratuitamente a Croce Rossa e altri volontari e istituzioni pubbliche. Tra le Cantine sociali la Tre Secoli, la più grande cooperativa vinicola del Piemonte con sede a Mombaruzzo (Asti) e Ricaldone (Alessandria) per tutto il mese di aprile destina un euro per ogni bottiglia venduta agli ospedali di Asti e Alessandria. Donazioni importanti per la lotta alla pandemia sono venute anche da brand multinazionali, come Campari che in Piemonte ha molti interessi e marchi. In campo anche gli enologi con Assoenologi che ha avviato una sottoscrizione, info su www.assoenologi.it.

Il cacio che piace, il dolce e il caffé che fanno del bene

A inizio pandemia il Consorzio di tutela della Robiola dop di Roccaverano ha regalato 300 forme all’ospedale di Acqui Terme, quando il cacio fa bene. In campo dolciario da segnalare le migliaia uova di cioccolato e di colombe pasquali donati alla Regione Piemonte da marchi come Caffarel e Ferrero, da distribuire nelle Case di Risposo dove spesso gli anziani, più esposti alle malattie, sono lontani dalle famiglie e da soli combattono la paura del contagio. Da segnalare anche che la Ferrero ha premiato i suoi dipendenti con gratifiche e tutele. E poi c’è la torinese Lavazza che ha donato dieci milioni di euro per l’emergenza.

L’acciaio più forte del virus

Sempre in campo agroalimentare, ci sono quelli del comparto metalmeccanico. Molte aziende che producono macchinari e prodotti per il settore beverage e food hanno donato mascherine e disinfettanti e hanno donato fondi ad associazioni di volontari.

Cuochi, pizzaioli, privati e volontari

Tanti ristoratori, dalle pizzerie agli chef stellati, dalle trattorie ai pub, hanno donato pasti ai volontari, a case di riposo e agli indigenti, affiancati, in questo, da privati e dalla continua opera delle associazioni di assistenza che danno aiuto. Insomma il Covid -19 sembra avere tirato fuori, oltre al peggio di noi (fate voi gli esempi che purtroppo non mancano), anche il meglio. La speranza ora, fatta salva la priorità di azzerare morti e contagi, è quella di riprendere le attività produttive con l’aiuto di tutti: Governo, sistema bancario e Ue. C’è bisogno che qualcuno lo ripeta?

Fonte: S@pori del Piemonte