– di redazione Slow Wine, 18/09/2018 –

Per chi non fosse stato attento lo ricordiamo: il Progetto Vino, che promuove l’eccellenza della produzione vitivinicola e la cultura enologica italiana attraverso attività di educazione e comunicazione, metterà a disposizione 600 etichette da tutta la penisola che aspettano solo di essere degustate.

Per chi invece non ne avesse ancora abbastanza, potrebbe trovare pane (o vino) per i suoi denti nell’ambito delle Selezioni Territoriali: una serie di selezioni dedicate a territori chiave del panorama enologico nazionale con la collaborazione dei Consorzi e delle Associazioni che si occupano della promozione del patrimonio vitivinicolo.

Abbiamo già ricordato l’immancabile appuntamento alla festa per i 50 anni della DOC Montepulciano d’Abruzzo (siete tutti invitati, s’intende!); scopriamo insieme quali altri viaggi attraverso la penisola ci attendono, sempre guidati dai sommelier Fisar.

Nizza e Barbera: una storia d’amore

Partiamo dalla fine: con la vendemmia 2014 nasce la DOCG Nizza, elevando la sottozona della Barbera a denominazione propria; viene inoltre introdotta la possibilità di aggiungere la tipologia “Riserva” e la menzione “vigna”.

L’ascesa del Barbera di questa zona ristretta che comprende 18 comuni intorno a Nizza Monferrato è recente: tuttavia il legame che unisce questo vino ai produttori locali ha radici che vanno molto più indietro nel tempo ed è sicuramente una soddisfazione vedere realizzati gli sforzi per valorizzare un prodotto così legato alla tipicità del luogo.

Oggi l’Associazione Produttori del Nizza vede coinvolte 43 cantine che non si fermano neanche un secondo per alzare al massimo il livello qualitativo di questo vino dalle mille sfaccettature: a tratti irruento, a tratti voluttuoso nel suo viola impenetrabile, si presta a una beva molto variegata.

L’Associazione ha selezionato per voi 18 espressioni di Barbera per scoprire meglio insieme l’ultima arrivata fra le DOCG piemontesi: ecco a voi la wine list NIZZA DOCG.

E inotre:

I cru del Nizza: un’imperdibile orizzontale del millesimo 2011 con alcuni dei più interessanti interpreti della tipologia. In degustazione Barbera d’Asti Superiore Nizza La Court di Michele Chiarlo, la Superiore Nizza Piano Alto di Bava, la Superiore Nizza Le Nicchie La Gironda, la Superiore Nizza Neuvsent della Garitina, la Superiore Nizza Titon dell’Armangia e la Superiore Nizza Olim Bauda.

Domenica 23 settembre – ore 14.00

Morellino di Scansano: il cavallino rampante della Toscana

La leggenda narra che il nome Morellino trae il suo nome dai cavalli bai detti “morelli” che venivano utilizzati per trainare le carrozze delle famiglie benestanti, le quali, in un periodo di sei mesi detto “Estatatura” si spostavano da Grosseto a Scansano per sfuggire alla malaria.

Ai giorni nostri il Morellino ha un solo significato, il vino rosso da uve sangiovese con l’eventuale aggiunta di altre varietà a bacca nera autoctone o internazionali pari al 15 per cento. Tuttavia, al pari di quella nobiltà invitata a suo tempo da Pietro Leopoldo I di Lorena a investire e valorizzare il comprensorio maremmano, possiamo considerare i membri del Consorzio Tutela del Vino Morellino di Scansano come i nuovi custodi di questo territorio. Nato nel 1992 per volontà di un ristretto gruppo di produttori, il Consorzio riesce a ottenere, a partire dalla vendemmia 2007, il riconoscimento della DOCG per questo vino ormai rinomato a livello internazionale.

All’Enoteca del Salone troverete ben 23 etichette pronte per farvi galoppare attraverso la sconfinata Maremma: ecco a voi la wine list MORELLINO DI SCANSANO DOCG.

E inoltre:

Alla scoperta del Morellino: un viaggio per conoscere le varie espressioni del Morellino con una selezione di sei produttori segnalati dalla guida Slow Wine. In degustazione le proposte di Poggio Trevalle, Roccapesta, Antonio Camillo, Cantina Vignaioli del Morellino di Scansano, Santa Lucia, Terenzi.

Domenica 23 settembre – ore 17.00

Nozze di stagno per il Dolcetto di Ovada

Ovada significa Dolcetto: il legame di un vino a un territorio diventa veramente viscerale quando non serve il nome intero di una denominazione per sapere istantaneamente di cosa si sta parlando. Ottenuta la DOCG nel 2008 (in proposito un augurio per i primi dieci anni), l’associazione di produttori che si occupa della promozione del Dolcetto locale si fregia dal 2018 di un nuovo traguardo: il Decreto Ministeriale di Riconoscimento del Consorzio Tutela dell’Ovada DOCG. Oltre a valorizzare gli sforzi delle 33 cantine coinvolte, il decreto dà forza e ulteriore impulso a una zona che negli ultimi anni è cresciuta tantissimo ed è riuscita a realizzare un prodotto di alto livello qualitativo

In Enoteca troverete 15 etichette per brindare insieme ai produttori a questo decennale di successo: qui trovate la wine list OVADA DOCG.

Bollicine di nome e di fatto

Franciacorta è un nome, un vino, un marchio: non serve che ci dilunghiamo oltre o, almeno, crediamo sia meglio far parlare il bicchiere. Franciacorta è sinonimo di qualità del Metodo Classico e non ci aspettiamo niente di meno che eleganza e raffinatezza della bolla. La notizia che più ci fa piacere è che Franciacorta sta diventando anche ambasciatore del biologico, grazie all’attività di alcune cantine di riferimento che sono diventate un virtuoso esempio per tutte le altre in questa zona vocata alla spumantizzazione.

Come detto all’inizio, pensiamo sia essenziale lasciarsi guidare dalla brillante scia di bollicine per farvi un’idea personale di cosa significhi questa DOCG celebrata in Italia e nel mondo. Il Consorzio per la tutela del Franciacorta mette a disposizione 20 etichette per una degustazione decisamente “col botto”: di seguito la wine list FRANCIACORTA.

Salone del Gusto: all’Enoteca un viaggio in Italia con le selezioni territoriali del Progetto Vino