da Identità golose web – 20 Marzo 2018 –

Presentata la carta che delinea le caratteristiche di questo territorio. Con tanta voglia di crescere

I paesaggi parlano. Come e con i vini. E si uniscono in una mappa che ha disegnato un giorno storico per il Nizza, ma non si fermano lì. Perché è stata una giornata di consapevolezza e orgoglio, un punto di partenza, non di arrivo. Questa carta così accurata, sembra profumare ancora dei vigneti dei 18 comuni dove si produce la Docg.

La conferma viene salendo sul pulmino e calpestando la terra ancora intinta nel nevischio con l’autore di questo strumento, Alessandro Masnaghetti di Enogea. Oppure, tornando al Foro Boario, affollato prima che di produttori, di abitanti di questo luogo: sono rimasti incantati ad ascoltare più di due ore il lavoro richiesto da quella mappa, la loro mappa. Che più tardi è stata svelata da Masnaghetti, da Gianni Bertolino, presidente dell’Associazione Produttori del Nizza, da Filippo Mobrici, presidente del Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato e Mauro Damerio, presidente dell’Enoteca regionale di Nizza Monferrato.

La carta grida la voglia di crescere di questa giovane Docg, da tre anni passata da sottozona della Barbera d’Asti doc Superiore a denominazione a se stante. L’associazione raggruppa 51 aziende e tra il 2015 e il 2017 gli iscritti all’albo della Docg Nizza sono aumentati del 50% ogni anno, raggiungendo i 200 ettari: meno di un terzo del potenziale stimato (oltre 700 ettari). Se consideriamo poi gli ettolitri, nello stesso triennio l’incremento annuale è del 45%. Un altro dato, prima di tornare ai profumi e al fascino di quei vigneti che chiedono attenzione tra la neve e i primi segnali di primavera: gli ettolitri prodotti nel 2017 sono saliti da 5.978 (2016) a 8.754.

La strada che attende, si percepisce al Foro Boario, quando la mappa di Masnaghetti compare sullo schermo. Racconta di un Nizza dinamico e quasi fa una professione di fede, con la sua solennità: «Non potrà comunque mai essere un vino votato alla quantità, basta dare uno sguardo ai restrittivi vincoli posti dal disciplinare».

Il cuore è la qualità, che si legge anche nel rapido mutare delle colline. Percorrendo la strada, osservando da una parte si può contemplare una dolcezza che diventa aspra sull’altro versante. Certo, le caratteristiche organolettiche sono comuni, dal colore rosso rubino così intenso al sapore corposo, rotondo. Eppure la personalità di ogni vigneto, e di ogni etichetta, è accentuata dai cambiamenti del paesaggio, determinante assieme alla tradizione locale per definire estensione e morfologia di un cru.

Più tardi alla cena dello chef  stellato Davide Palluda – nella cornice suggestiva de “La Signora in Rosso” – sfilano le annate, con l’impegno dei produttori. A tavola si affaccia anche un ventenne, che ha iniziato da poco questo lavoro capace di fargli brillare gli occhi di entusiasmo.

Un momento autentico come la storia raccontata dalle bottiglie. Poi, un produttore guarda l’orologio: deve partire per il North Carolina. Un altro confessa che tra poche ore dovrà salire in auto verso Zurigo: poco prima aveva parlato di un viaggio già affrontato in Cina.

Bisogna lasciare il Monferrato, non senza aver accarezzato la storia di innovazione e tradizione alle distillerie Berta. Qui il parco delle rose chiede a gran voce la primavera per mostrarsi. Ma il Nizza sembra grato a ogni stagione, che lo fa viaggiare dalla sua terra verso il mondo.

Nizza, una mappa dei vigneti piena di entusiasmo