– da Spirito Divino, di Emanuele Alessandro Gobbi, foto di Ugo Zamborlini –

L’efficace (e raro) lavoro di squadra dell’Associazione produttori del Nizza per il Nizza Docg sta nobilitando una sottozona del Monferrato ad alta vocazione. Più che un business, un gesto d’amore per un vitigno dalle spiccate doti femminili. Perché eclettico

L’unico rosso che è riuscito in poco tempo a capovolgere l’immagine di prodotto popolare ed entrare tra i vini più nobili

Una deliziosa cittadina della Valle del Belbo che vini, bestiame, sete e cotonate resero un fiorente mercato frequentato da piemontesi, liguri e lombardi. Un piccolo e stimolante paese, i cui filari di vigne (spesso e volentieri attempate) sulle colline intorno, attestano con voce squillante la degna vitalità della tradizione vinicola monferrina. Benvenuti a Nizza Monferrato e suoi luoghi nei piccoli borghi limitrofi, un angolo di mondo dove il ritmo della vita sembra essere rimasto ancora quello «giusto» e dove la stessa linea dell’orizzonte, mai uniforme eppure mai aspra, suggerisce l’idea di una varietà stuzzicante di occasioni e di sorprese. Uno spettacolo dai colori morbidi, con i mille toni sfumati dei verdi e dei marrone, dove la presenza umana si avverte nettamente, ma non infastidisce mai, nell’alternanza di vigneti e arature che si succedono a boschi e impetuosi torrenti. Sabbie e terre rosse nella parte più settentrionale, marne sabbiose e argille in quelle più centrali, per poi virare sulle arenarie e sulle sabbie plioceniche delle zone meridionali: il distretto «Nizza» rappresenta una superficie di 18 comuni in cui si può produrre un vino esemplare, che ottiene condizioni pedoclimatiche estremamente favorevoli. Un miracolo che ha origine dalla (o dal) Barbera, probabilmente l’unico rosso al mondo che sia riuscito in così poco tempo a capovolgere la propria immagine di prodotto popolare di qualità non eccelsa, facendosi accettare nell’esclusivo club dei grandi vini d’accertata nobiltà. Merito sicuramente della sua versatilità e del suo eclettismo, che le consentono di adeguarsi alle più diverse esigenze, di essere degnamente plebea e nobile, provinciale e cittadina del mondo. Asciutta, sapida e robusta, non troppo tannica ma con una speciale nota acidula piuttosto rilevata da giovane, diventa armonica, morbida, complessa e davvero sorprendente con l’età. Insomma, un vino completo: acidità, frutto, esplosione. Il carattere non è mai stato messo in discussione, soltanto il sesso è da sempre ambiguo: maschia per Francesco Pastonchi, «ma il tuo possente rosseggiante Barbera, che sue spume subito acqueta e nel cristal si addensa profondo»; femmina per Giosuè Carducci, che la definisce «Generosa Barbera, bevendola ci pare di essere soli in mare, sfidanti la bufera», e soprattutto per i produttori, nonché soci dell’Associazione produttori del Nizza Docg. Già, per il saggio Michele Chiarlo è, non a caso, «il primo amore, essendo io nato e cresciuto in mezzo a questo vino». Per il riflessivo Paolo Bava rappresenta «una parte integrante del Dna che mi accompagnerà sempre nella vita». Per il dinamico Roberto Coppo è «la storia dell’azienda, tanto da essere, in passato, tenuta in dote ai figli». Per la giovanissima e preparata Giovanna Garesio è «semplicemente Nizza, ovvero la sua massima espressione». Per la brillante Silvia Balza riproduce «a pieno merito l’identità del territorio nicese». Per l’umile Elio Pescarmona, «essendo femmina, parte già alla grande e non può non rimanere nel cuore per la sua straordinaria capacità di riconoscibilità». 

In alto, Elio Pescarmona, direttore generale della Cantina Tre Secoli.

A fianco, dall’alto, da sinistra, Gianni Bertolino, titolare
della Tenuta Olim Bauda e presidente dell’Associazione produttori del Nizza; Paolo Bava, titolare della cantina Bava; Giovanna Garesio, titolare della cantina Garesio; Federica Massimelli e Corrado Soave, titolari della cantina Bersano; Silvia Balza, responsabile marketing della Cantina di Nizza; Michele Chiarlo, titolare della cantina Michele Chiarlo; Roberto Coppo, titolare cantina Coppo; Daniele Chiappone, titolare della cantina Erede di Chiappone A. e vicepresidente dell’Associazione; Lorenzo Perego,
titolare della cantina Cascina La Barbatella (labarbatella.com).

 

 

 

 

 

 

 

Per la determinata Federica Massimelli è tacitianamente «la regina dei vini». Per l’energico Gianni Bertolino è «il vino che possiede la storia più rilevante di tutto il Piemonte ». Per l’ingegnoso Lorenzo Perego è «cuore e anima, la passione primaria per il mio avvicinamento al vino». Infine, per il passionale Daniele Chiappone, «ha da sempre goduto della doppia veste di quotidianità e regalità all’interno della tavola». È dal 2002 che tutti questi novelli cantori della Barbera lavorano acremente per tutelare, valorizzare e promuovere l’eccellenza della Docg Nizza, per l’appunto una delle sottozone storicamente più vocate, grazie anche a una presenza massiccia nel terreno di magnesio che contribuisce all’eleganza, alla potenza e alla freschezza di tale nettare. Il suo percorso è stato immensamente faticoso, ma fortunatamente non troppo lungo: i contributi fondamentali di enologi del calibro di Giuliano Noè e Giancarlo Scaglione nel perorare la strada della qualità e la «rivoluzione copernicana» del diradamento menzionati dagli stessi Chiarlo e Coppo sono considerevoli, ma è lo spirito forte, immensamente identitario, che disegna l’originale e lodevole anima dell’associazione. Oggi essa raggruppa 59 cantine che hanno fatto progredire un autentico sistema, un modo di pensare e ragionare che si sta rivelando proficuo, senza alcun preconcetto tra piccole, medie e grandi produzioni. Una modalità innovativa, per un territorio, di muoversi sia all’esterno, coeso e sempre collettivamente, sia all’interno, promuovendo periodiche degustazioni dei prodotti rigorosamente alla cieca: l’unione nicese si distingue per il continuo confronto tra i suoi membri e dà l’impressione di rispettare il peculiare nerbo che caratterizza il suo frutto più prelibato. L’intento è quello di preservare un’immagine ormai riconosciuta come egregia, perché «la reputazione di un vino si basa esclusivamente sull’altissima qualità», chiosa il presidente Bertolino. Quindi, buon proseguimento Nizza! Il sentiero intrapreso (vedi anche le recenti menzioni geografiche), è di quelli onesti e legittimi. 

Nella foto, i declivi del distretto del Nizza Docg, dove si produce la Barbera d’Asti Superiore Nizza, che qui trova condizioni pedoclimatiche particolarmente favorevoli per la sua maturazione.

Sono 59 le cantine che hanno fatto crescere un autentico «sistema», dalla forte reputazione

• ANTICHE CANTINE BREMA
• AVEZZA PAOLO
• AZIENDA AGRICOLA GARESIO
• BARAVALLE
• BERSANO
• BAVA AZIENDA VITIVINICOLA
• BORGO ISOLABELLA
• CA’ DEI MANDORLI
• CANTINE CAVALLOTTI
• CANTINA DI NIZZA
• CANTINA SANT’EVASIO
• CANT. SOC. BARBERA SEI CASTELLI
• CANTINA SOCIALE VINCHIO-VAGLIO
• CANTINA TRE SECOLI
• IL BOTOLO
• ALFIERO BOFFA
• BRICCO DI NIZZA
• GIANNI DOGLIA
• STUDIO GIULIANO NOE’
• TENUTA IL SOGNO
• CARUSSIN DI FERRO BRUNA
• CASCINA GARITINA
• CASCINA GIOVINALE
• CASCINA GUIDO BERTA
• CASCINA LA BARBATELLA
• CASCINA LANA
• COPPO
• COSSETTI CLEMENTE E FIGLI
• DACAPO
• DISTILLERIA BERTA
• EREDE DI CHIAPPONE ARMANDO
• F.LLI BIANCO
• FRANCOMONDO
• GUASTI CLEMENTE
• TERRE ASTESANE
• AZIENDA AGRICOLA CORTE SAN PIETRO
• CASCINA COLLINA
• AZIENDA AGRICOLA LA GIRIBALDINA
• TENUTA GARETTO
• VALLE VENTO
• L’ ARMANGIA
• LA CANELLESE
• LA GIRONDA
• MALGRA’
• MARCO BONFANTE
• MAURO SEBASTE
• MICHELE CHIARLO
• PICO MACCARIO
• SCAGLIOLA VINI
• TENUTA L’ARBIOLA
• TENUTA OLIM BAUDA
• TENUTE DEI VALLARINO
• VIETTI
• VILLA GIADA
• LA PATAREINA
• AZIENDA BIANCO ANGELO E FIGLIO
• DACASTO DUILIO
• MARCO PESCE
• IL FALCHETTO
Dove la barbera è donna