Sutherland-Vangi Un alto dialogo tra pittura e scultura Palazzo Mazzetti – Asti, Corso Alfieri 357

Prima di tutto voglio dire che essere qui, stasera, in questa sede storica e prestigiosa, per l’inaugurazione di una mostra dal richiamo internazionale, è un onore enorme. Per me personalmente, ma, soprattutto, per l’Associazione dei Produttori del Nizza che qui rappresento.

È un onore che si veste di molteplici significati, non tanto per la straordinarietà dell’occasione in sé, che non ha certo bisogno delle mie parole per essere illustrata, quanto per i riflessi di cui questa occasione si colora se guardata con gli occhi di una realtà giovane come quella del Nizza.
Perché, lasciatemelo dire senza paura, essere qui questa sera, per noi vale più che se ci trovassimo alla

Prima della Scala, piuttosto che all’inaugurazione dell’evento più importante del Moma di New York. Lì potremo forse, un giorno, chissà, arrivare come ospiti di prestigio. Qui, invece, arriviamo come dei parenti, fossimo anche gli ultimi, di una bellissima famiglia.

E questo, per noi, oggi, fa tutta la differenza del mondo.

Fa la differenza per ciò che il Nizza è e vuole essere. Fa la differenza per il cammino che abbiamo fatto finora e per tutto quello che ancora abbiamo da fare. Fa la differenza perché è dalle persone più vicine e più “care” che si deve partire prima di poter solcare il mare in cerca di nuove frontiere.
E noi, stasera, siamo dove il cuore ci ha sempre detto che dovremmo essere: nel salone più bello di una casa dove anche noi abitiamo.
Siamo nel palazzo che è il cuore culturale di Asti. La città che, a sua volta, è il cuore di un territorio dal quale ciascuno di noi arriva. Un territorio che, tutto intero, è la casa del Nizza, il vino nato proprio per rappresentare la storia, la tradizione e l’unicità delle colline che ci circondano.
Ecco perché la gioia dell’essere qui oggi non la cambieremmo con nessun’altro invito del mondo.

Essere qui, da un lato ci fa capire di aver preso la strada giusta, perché se una realtà come la Fondazione Palazzo Mazzetti ti apre le porte dell’inaugurazione di uno dei suoi eventi più prestigiosi degli ultimi anni, forse significa che qualcosa di buono lo si è fatto e che il Nizza ha un significato per tutti coloro che sono presenti stasera.
Dall’altro ci riempie di gioia e di orgoglio nel poter condividere con tutti voi un bicchiere del nostro vino. Per farvelo conoscere una volta di più e per raccontarvi, attraverso di lui, i valori che guidano e sostengono il nostro lavoro di produttori aperti verso il mondo, ma con i piedi ben radicati nel territorio astigiano.
Il Presidente Maggiora, una volta definita la nostra presenza all’inaugurazione, ci ha detto che mai prima d’ora uno o più produttori di vino erano entrati in maniera così ufficiale all’interno di un progetto di Palazzo Mazzetti. Questa è una cosa che ci riempie davvero di orgoglio e di gioia e per la quale, senza peccare di immodestia, siamo sicuri che il Nizza sia assolutamente all’altezza.
Non è supponenza o orgoglio fuori luogo, ma la sicurezza di chi sa di aver fatto un lavoro faticoso ma eccezionale, e sa essere nel posto giusto in cui comunicarlo, accanto alle persone e alle istituzioni che più sentiamo vicine a noi.

Quando l’avventura del Nizza è partita, ormai tanti anni fa, l’ideale che avevamo in mente, e che ci ha permesso di superare ostacoli e resistenze, era proprio quello di unire non solo idealmente, ma concretamente, la realtà di un territorio magnifico. Consapevoli che per affrontare le grandi sfide globali del mondo di oggi l’unica possibilità fosse l’unione di intenti e la compattezza d’azione.
Il Nizza nasce da qui; dall’aver cementato le forze di tutti gli attori del territorio in un progetto concreto che si fa ambasciatore del territorio stesso.

E il cemento che più di ogni altro ci ha aiutato a rimanere uniti e compatti è stato quello della cultura e della valorizzazione di tradizioni antiche e sentite. Non abbiamo inventato nulla di nuovo, ma solamente posto l’accento e concentrato le energie su ciò che di meglio e di più significativo poteva rappresentare le nostre colline.
E lo abbiamo fatto puntando al massimo della qualità, con un vino regolamentato da un disciplinare severo che riserva la denominazione “Nizza” a ristretti territori vocati, impone rese molto basse e processi di elaborazione che vengono riservati a vini di alto pregio.
La nostra mission, ora, è quella di sostenere la crescita e la conoscenza di un prodotto che è il simbolo di un percorso eno – sensoriale volto a tutelare, valorizzare e promuovere tutta la produzione vitivinicola piemontese e, in particolare, quella del territorio della nostra, nuova, DOCG. Il Nizza, allora, in questo senso, diventa un veicolo di sviluppo e conoscenza, di turismo consapevole, di promozione del territorio anche in termini di paesaggio, cultura e tradizioni popolari.
Un intento che credo abbia molto in comune con ciò che caratterizza anche parte dell’attività di Palazzo Mazzetti: un luogo prestigioso e conosciuto in tutto il mondo, ma che non ha mai voluto mettere in secondo piano le sue radici e la sua fondamentale presenza all’interno del territorio.

Questa serata ne è la perfetta dimostrazione. Siamo qui per inaugurare un’esposizione straordinaria dedicata a due artisti contemporanei di fama mondiale: Graham Sutherland e Giuliano Vangi: un pittore considerato tra i capostipiti della scuola britannica contemporanea, e uno degli scultori attualmente più importanti a livello europeo. Due artisti partiti dalle loro realtà locali e arrivati a esporre in tutto il mondo. Vangi, in particolare, dalla sua terra toscana (guarda caso terra di vini anche lei…) è arrivato ad avere un grande museo interamente a lui dedicato in Giappone… ma non sono certo io a dovervi raccontare la grandezza dei due artisti che la mostra vuole celebrare.
Quello che posso ribadirvi, però, e concludo, è la gioia e l’onore di essere presente qui stasera come Associazione Produttori del Nizza. Come parte di una famiglia che ha aperto le porte a un evento culturale di straordinaria importanza e che ci ha resi orgogliosi di esser suoi partner.
Il nostro contributo lo avete assaggiato o lo assaggerete tra poco, grazie alle bottiglie che i vari produttori dell’Associazione del Nizza hanno portato qui stasera. Da parte nostra, siamo lieti di essere qui e siamo fieri di aver riempito i vostri bicchieri di vino da alzare verso l’alto per brindare a due artisti straordinari, protagonisti di una mostra nell’irripetibile cornice di palazzo Mazzetti.
Certo, davanti a tanta bellezza artistica, il nostro è un contributo minimo. Eppure importante, perché questo è quello che il Nizza riesce meglio a fare e, soprattutto, è quello per il quale tutti i produttori del Nizza continuano a lavorare.

 

SCARICA IL COMUNICATO STAMPA IN FORMATO PDF

 

Ufficio Stampa Laura Botto Chiarlo – lb.chiarlo@chiarlo.it  tel. 3394111938