da Mille e Vigne (millevigne.it) – 27 Febbraio 2018 –

E’ stata presentata sabato scorso, alla presenza di produttori, giornalisti e operatori di settore, la Mappa del Nizza, uno dei più moderni strumenti di rappresentazione di un territorio vitivinicolo.

Il Foro Boario della cittadina del sud Astigiano ha visto ancora una volta riuniti i produttori per un’occasione importante, che sottolinea la volontà di crescere di questa giovane Docg, che con la vendemmia 2014 è passata da essere una sottozona della Barbera Superiore d’Asti a rappresentare una denominazione a se stante, con caratteristiche proprie.
Una denominazione in forte ascesa e molto vivace anche grazie a un gruppo coeso di produttori e di un cambio generazionale avvenuto in tempi recenti che vede a dirigere gran parte delle aziende giovani imprenditori, animati da spirito di iniziativa e di una gran voglia di far apprezzare sempre di più il Nizza in Italia e nel mondo.

La realizzazione della Mappa del Nizza (nell’immagine di apertura un particolare) rientra in questa volontà dei produttori, riuniti nell’Associazione presieduta attualmente da Gianni Bertolino, di dare agli operatori e agli appassionati un ulteriore strumento di conoscenza del territorio. Per questo l’Associazione l’anno scorso si è rivolta ad Alessandro Masnaghetti di Enogea (www.enogea.it) per “mappare” il proprio territorio, evidenziandone i cru e le loro peculiarità.

Masnaghetti è uno specialista, appassionato della materia, che ha già realizzato una trentina di mappe tra Italia (a cominciare da Barolo e Barbaresco) e Francia (Médoc e Sauternes) e che da un paio di anni sta lavorando in Napa Valley con Antonio Galloni di Vinous. I vitivinicoltori piemontesi per primi hanno percorso la strada delle mappe, che si basano su un lavoro capillare, per arrivare ad avere una visione di insieme di una determinata zona di produzione.      

Per realizzare la Mappa del Nizza ci sono voluti molti mesi di lavoro, durante i quali Alessandro ha battuto il territorio palmo a palmo e ha incontrato i produttori. La tradizione locale è, secondo l’autore, l’elemento fondamentale per delimitare i confini di un cru, perché sono proprio coloro che hanno vissuto il territorio da generazioni che hanno la memoria storica dei toponimi e delle posizioni delle vigne. Altro elemento importante per arrivare a definire estensione e morfologia di un cru è il paesaggio, perché proprio i cambiamenti di paesaggio e di vegetazione danno indicazioni importanti sulla tipologia di suolo e di conseguenza segnano dei confini, dei mutamenti.

Uno studio affascinante, dunque, che fotografa in maniera precisa il territorio di produzione del Nizza con i suoi diciotto Comuni. E un nuovo importante strumento per far conoscere un territorio bellissimo tutelato dall’Unesco.

Video: all’Enoteca Regionale “La Signora in Rosso” si scopre il drappo della Mappa del Nizza

Anche i vigneti pregiati del “Nizza” hanno la loro mappa