– da la Voce di New York, di Manuela Caracciolo, 25/09/2018 –

Si é appena conclusa la kermesse di Terra Madre, che ha accolto le eccellenze enogastronomiche mondiali al Lingotto e nel centro della città.

Dislocata rispetto alla sede del Lingotto, l’enoteca del Progetto Vini ha presentato al pubblico nuove denominazioni, vini naturali, birre artigianali e cocktails a base di vermouth con degustazioni guidate e abbinamenti azzardati.

Al Salone del Gusto Terra Madre non solo cibo equosolidale, a km zero, presentato, discusso, cucinato, elaborato, fotografato e assaggiato…ma grande spazio anche a ciò che costituisce un connubio importante, l’abbinamento con la giusta bevanda. Vini, birra, vermouth, cocktails…insomma una scelta ampia per conoscere e degustare etichette da ogni parte d’Italia.
Si conferma infatti un successo extra salone (ubicato nello splendida piazzetta della Regina, dietro il palazzo Reale in piazza Castello) l’enoteca che ha coinvolto i migliori produttori italiani, compreso un Punto Vermouth, uno dedicato alla Mixology e lo stand della Quality Beer Academy.

E i winelovers non si sono fatti attendere con tanto di bicchiere roteante in mano, la app ufficiale Wine appening, un vero e proprio social dove fotografare e condividere ciò che si beve, a condurli alla scoperta del vitigno più ricercato, consigliato dai sommelier Fisar.

La location “reale” già molto affollata durante la giornata di inaugurazione, ha offerto agli assaggiatori, soprattutto stranieri, insieme alla scelta di vini, un programma di eventi e degustazioni ad hoc.
Tutte le iniziative rientrano nel Progetto Vino in collaborazione con la Banca del Vino di Pollenzo e i Master of Food Vino  con una scelta di 600 etichette in un percorso completo dalle bolle ai dolci, passando naturalmente dai bianchi e dai rossi di tutta Italia. Presenti per l’assaggio 130 Chiocciole della Guida Slow Wine, vini di cantine che sposano e condividono i valori organolettici, territoriali e ambientali.

Alcuni esempi sono il consorzio AltaLanga official sparkling wine di Terra Madre Salone del Gusto, Consorzio per la tutela del Franciacorta, Montepulciano d’Abruzzo in 50 etichette, Associazione Produttori del Nizza, Consorzio di Tutela dell’Ovada, Consorzio Tutela Morellino di Scansano.

Abbiamo degustato L’Alta Langa Docg, che nasce da 217 ettari di vigneto (100 ettari in provincia di Asti, 100 in provincia di Cuneo e 17 in provincia di Alessandria), che nel corso della manifestazione con una propria lounge e un banco di degustazione al Lingotto.
Ma che storia contiene un bicchiere di Alta Langa?
“Nasciamo come un gruppo di viticoltori e di case produttrici che stringono un patto per rivalutare uno dei vini più storici del Piemonte – ricorda il presidente del Consorzio, Giulio Bava – e un territorio molto vocato e carico di fascino. La sfida era darsi le regole per fare grande il metodo classico piemontese, partendo dal territorio e dal metodo di produzione. e. crediamo nella scommessa di un vino che non sarà pronto prima di sei anni, e che dunque dovrà essere per forza un vino importante”.

Numerosi anche gli appuntamenti per assaggiare le bollicine del consorzio con abbinamenti interessanti, come quello con parmigiano reggiano con il Consorzio del Parmigiano Reggiano in diverse stagionature, con il burro panna di centrifuga scremata da latte rigorosamente italiano di Beppino Occelli e, in apertura della stagione del Tartufo, analisi sensoriale del Tuber magnatum Pico Bianco d’Alba abbinata alle bollicine metodo classico.
Tutti sold out gli appuntamenti.
“La viticoltura e la produzione dell’Alta Langa – ha dichiarato Roberto Bava, direttore del Consorzio – si sono imposte sin dall’origine regole di sostenibilità e rispetto, in un cammino di buone pratiche che va nella direzione del #FoodForChange, il cibo per il cambiamento, il cibo come strumento per avviare una rivoluzione pacifica e globale, tema dell’edizione 2018 di Terra Madre – Salone del Gusto”.

Nel progetto vino rientra anche la nuovissima doc Nebbiolo, molto apprezzato dai turisti stranieri ancora affezionati ai grandi rossi come Barolo e Barbaresco, ma anche sensibili ai consigli dei sommelier che offrono loro l’occasione di assaggiare anche Barbera del Monferrato e la tipologia Nizza docg, portata avanti dall’associazione produttori del Nizza che hanno organizzato una partecipata degustazione orizzontale dei cru di 8 aziende con l’annata 2011, ossia quando il vino era ancora una Barbera d’Asti Superiore Nizza Docg (la denominazione Nizza Docg è nata nel 2014).

 

 

 

Così commenta il presidente dell’Associazione Gianni Bertolino: “Questa è una manifestazione di respiro internazionale, impegnata a promuovere non soltanto le eccellenze agroalimentari ma anche il lavoro degli agricoltori di tutto il mondo. Il contadino viene posto al centro e viene sottolineato il suo ruolo di protagonista delle produzioni alimentari. Il “sistema Nizza” nasce proprio da questa interpretazione dell’agricoltura, che non è soltanto buona e pulita, ma anche giusta sia per il consumatore che per il produttore vitivinicoltore che resta – e deve restare – attore principale del proprio vino e del proprio territorio”.

Spazio quindi per l’assaggio del Vino al naturale con 100 etichette di Triple A prodotti naturali di piccoli produttori che portano avanti la filosofia del rispetto della natura e del sapore autentico del territorio.
Nella selezione Triple A di Velier che sta a significare: Agricoltori, artigiani, artisti. Una sigla facilmente riconoscibile pensata per distinguere un prodotto ottenuto senza utilizzare sostanze chimiche di sintesi rispettando la vite e i suoi cicli naturali.

Grande novità dell’Enoteca, quest’anno, sono il Punto Mixology, con le creazioni dei bartender de I Maestri del Cocktail, e il Punto Vermouth, curato dall’Istituto del Vermouth di Torino: l’occasione giusta per provare grandi innovazioni e splendidi classici.
I Maestri sono anche protagonisti una bella sfida raccontata e proposta in degustazione in tre Laboratori del Gusto: realizzare cocktail con soli prodotti di un determinato territorio.

In degustazione allo stand del Vermouth, presso la Regione Piemonte, circa 50 etichette nelle diverse tipologie.
“Nel secondo anno di vita – dice il presidente Roberto Bava – l’obiettivo sarà l’istituzione dei controlli qualitativi dell’Indicazione Geografica con tutti gli organi preposti che faranno del Vermouth di Torino un nome garantito e di riferimento per qualsiasi altra produzione nazionale o internazionale e per il consumatore un fondamento di certificazione e di qualità”.

Al Salone del Gusto di Torino non solo cibo! Gli amanti del vino a piazza Castello